L'Assassino: Kill the Reality Show (16)

Settimana 1 – Lunedì – Ore 0:33

1.
Su canale mammamia le immagine passano repentinamente da un concorrente all’altro, anche se indugiano spesso su Andina Morella e Carletta Miciona, d’altronde il regista di quel turno è un uomo. Osserva con occhio vigile tutti e 500 i teleschermi aiutato da 20 aiuto regista, sgranocchia una barretta energetica ai 1200 cereali e gli scappa la cacca. Ma non può andare, naturalmente, per le prossime cinque ore e mezza deve rimanere in console e cercare di catturare più scene interessanti possibili, anche se per quel che ha visto in quella mezz’ora, potrebbe anche bastare.
Fuori romba un tuono, la pioggia scende ancora copiosa, anche se l’intensità ha cominciato pian piano a scemare. L’acqua cade dalle canaline intorno al castello formando cascate che sembrano colonne d’acciaio fuso e si riversano sulla strada che porta a Vaccamelata, trasformatasi ormai in un impetuoso fiume.
All’interno del castello la voce delle intemperie sembra non arrivare, i concorrenti sono circondati da mura di pietra spesse 3 metri e pareti di cartongesso che isolano acusticamente l’ala est dell’edificio.
In cucina Florinda Ciorniona sta sorseggiando una tisana rilassante e nel mentre si studia le unghie e nota un’imperfezione su quella dell’indice sinistro. E’ davvero frustrante non avere le unghie perfette. I suoi pensieri vengono interrotti dall’arrivo di Miriano Biottelli in cerca di qualcosa di forte da buttar giù. Non la saluta nemmeno, ma si mette a rovistare negli scaffali.
“Cosa cerchi?” gli domanda.
Miriano sussulta, evidentemente non l’aveva vista, anche se era appostata su uno sgabello proprio di fronte a lui.
“Qualcosa di forte, tipo whisky, vodka, gin, insomma, qualcosa di alcolico.”
“Ho già rovistato io qua e là. Non c’è niente.”
“Sicura?”
Florinda alza le spalle. “Se non ti fidi, continua pure a cercare, perché credi che stia bevendo questo schifo di tisana.”
Miriano sospira e chiude lo sportello della credenza dove stava rovistando. “Ne è rimasta un po’?”
“Sei sicuro di volerla bere, sa di sciacquatura di piedi.”
“E allora perché la stai bevendo?”
“Perché pare abbia un potere rilassante.”
Miriano sogghigna, tira fuori una tazza dallo scolapiatti e si versa la tisana rimasta dal pentolino usato da Florinda.
“Bene, anch’io ho bisogno di rilassarmi.”
“Davvero? Non avrei mai creduto che potessi stressarti.”
Il poeta alza un sopracciglio, incuriosito dall’affermazione della casalinga.
“Come fai a dirlo? Non mi conosci nemmeno.”
“Ti ho visto spesso in televisione, sei stato ospite fisso di Fabrizio Scoranzo e sparavi le tue poesie insulse come se fossero caramelle al veleno.”
Miriano ride, rovesciandosi un po’ di tisana sul pizzetto. Effettivamente faceva veramente schifo e ormai era pure tiepida.
“Mi piace la sincerità, ma tu la usi troppo spesso come arma contundente e la tua verità la tieni nascosta. E’ facile attaccare la gente per non dover difendersi, vero?”
Florinda emette una risatina che ha dell’isterico. “Da quanto dici pare che anche tu abbia seguito le mie gesta televisive.”
“Sì, ed è strano che non ci siamo mai incontrati o scontrati come adesso.”
“In realtà non ho voglia di litigare, sono stanca.”
“Stiamo discutendo, per me litigare è un’altra cosa e anch’io sono stanco.”
Florinda si alza dalla sedia, sporgendosi quel tanto che basta per far vedere a Miriano tutto il panorama delle sue strepitose tette rifatte. Nonostante sia conscio di questo, non può non ammirare la maestria che il chirurgo plastico ha prodigato nel plasmarle a sfera perfetta. Indossa un vestito minuscolo, un tubino che le fascia perfettamente il corpo, lasciando spazio da un ampio spacco ed a una vasta scollatura. E’ po’ forte di fianchi e le gambe hanno visto tempi migliori, ma tutto sommato, per l’età che ha, non è niente male.
“Be’, qualsiasi cosa stessimo facendo, ora è finita,” conclude Florinda. “Me ne vado a letto. Buonanotte.”
“’Notte,” mormora Miriano, le osserva il retrotreno mentre sculetta via verso la sua stanza. Beve un altro sorso di tisana, ma con una smorfia disgustata risputa tutto nella tazza.
“Ah, che schifezza, nemmeno la sambuca con il latte fa così schifo.”
Butta via tutto nel lavandino e abbandona la tazza sul lavabo. Si rimette alla ricerca di qualcosa di forte, sicuro che la casalinga tettuta non abbia guardato bene dappertutto.

1 commento:

  1. Caro Blogger,
    non trovando una mail alla quale risponderti,
    e volendo proporti un servizio che
    probabilmente Ti interesserà,
    Ti chiedo di contattarmi a info@vascoblog.com
    Ciao

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