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Il blog è morto, lunga vita al blog

Qualcuno di voi avrà di certo notato che ho ricominciato a scrivere regolarmente su questo blog, sito ufficiale, contenitore di frasi alla rinfusa, chiamatelo come vi pare. Questo perché credo che sia inutile avere un sito e non aggiornarlo e, in secondo luogo, perché magari attrae lettori.
Non era aggiornato per mancanza di tempo, ma, diciamoci la verità, anche perché ero sempre dubbioso su cosa scrivere e non scrivere. Non che ora abbia trovato del tempo in più.
Il primo periodo di vita è stato di cazzeggio, nel senso che scrivevo tutto quello che mi passava per la testa e il risultato lo potete trovare nei primi anni, con post di cui ora un po' mi vergogno, ma che non rinnego. Quel che è fatto e fatto, e, in fin della fiera, sono parte di me, di quella parte di me cazzara e giocosa.
Dopo qualche anno, su consiglio di amici scrittori, ho tentato di dare un tono più serioso al tutto, in fondo era lo strumento di comunicazione di uno scrittore, e che cazzo, e quindi bisognava parlare di scrittura, fare recensioni, non necessariamente di libri. Alla fine è diventato solo il luogo dove postare notizie sul mio conto e poi nemmeno quello. Poi è morto, è risorto, è morto di nuovo e ora sto cercando di riportarlo in vita con qualche scossa di defibrillatore.
Non è semplice tenere aggiornato un blog e cercare di scrivere qualcosa di interessante ogni giorno. E in effetti non è che ogni giorno tiro fuori una perla di saggezza e un post elegante e intrigante. Come ho imparato da altri blogger, c'è bisogno di un minimo di pianificazione e organizzazione, magari parlare negli stessi giorni della settimana degli stessi argomenti.
Ma, in tutta sincerità, non so se ce la farò. Ci provo e vediamo come va.

Elite: Dangerous - il gioco più atteso del 2014

Più atteso dal sottoscritto, questo è chiaro.
Non è un mistero che il mio videogioco preferito di fine anni '80 con il mitico spectrum 48k era Elite. Primo gioco di freeroaming spaziale in cui si intrapendeva la carriera del commercio in una galassia molto vasta per le potenzialità di calcolo dei processori di quel periodo.
Nonostante fosse molto stilizzato aveva una profondità di gioco che pochi altri videogames al mondo hanno raggiunto. Si poteva sì commerciare, ma ci si doveva anche difendere dai pirati oppure diventarlo e assaltare tutte le navi che ci capitavano a tiro. Era divertenterrimo e ci ho speso diversi mesi della mia vita, senza nemmeno finirlo, cioè arrivare al grado di Elite.
Ora quel geniaccio di David Braben, l'ideatore del primo e unico, ha deciso di produrre Elite: Dangerous, lo stesso gioco ai giorni nostri, previsto in uscita per il marzo del 2014. E io sarò ad attenderlo con la bava alla bocca.
Chiaro che sarà più vasto visto la capacità di calcolo dei giorni nostri, e tirerà dentro concept di gioco dei successivi episodi, in cui si potranno prendere in carico varie missioni disponibili sui tanti pianeti visitabili e nelle stazioni orbitanti. Ci saranno contratti di trasporto, assassinio e via dicendo. Una parte importante di Elite: Dangerous sarà dedicata al multiplayer con un universo persistente a disposizione di tutti i giocatori.
Il buon David si è affidato, come ormai fanno quasi tutti i progetti indipendenti, al buon cuore dei giocatori, lanciando una campagna di crowdfunding su Kickstarter e tirando su diversi milioni di dollari.
Dando un'occhiata agli screenshots, il gioco sembra promettere bene ed è già in fase Alpha.
Attendo fiducioso sperando di non rimanere deluso.

Agosto blog mio non ti conosco


La tentazione di chiudere un bel mesetto è forte. Agosto si sa che in Italia è il mese principe delle ferie e che la maggior parte della gente non è in ufficio e va in vacanza.
Con la crisi magari ci sono meno persone che partono, ma, se conosco bene i miei conterranei, si preferisce tirare un po' la cinghia durante l'anno e farsi un bel periodo di villeggiatura.
Chiaro, il mio blog non fa migliaia di contatti, pochi o nessuno sentiranno la mia mancanza, ma comunque in questo periodo stacco più di 150 pagine viste al giorno, che sono, principalmente contatti che arrivano da motori di ricerca.
Fatta questa premessa, vi comunico che a partire da domani i post si diraderrano fino alla fine del mese, e nelle due centrali di Agosto potrebbe anche non apparire nulla.
Non vi preoccupate, è che probabilmente sarò con la panza a mollo a pensare intesamente ai fatti miei.
Magari riesco a leggere qualche libro in più.
Magari riescco anche a scrivere, chissà.
A chi le fa, auguro buone ferie.
A chi non le fa meglio non dire niente.

Avvistamento UFO a Vedano Olona


Mai visto un UFO? Tra l'altro proprio dopo la recensione di UFO: enemy unknown.
Sarà una coincidenza o e il destino?
Non è un'esperienza successa a me, ma a mia madre. L'ho interrogata. Non era sotto l'effetto di stupefacenti o alcol, né in uno stato di coscienza alterato (almeno, così mi ha assicurato). Non aveva problemi di digestione in atto, né aveva assunto eccitanti. Diciamo che aveva accudito le mie 2 nipotine per tutta la mattina e il primo pomeriggio e forse era un pochino stanca.
È accaduto mercoledì 17/07, non so dirvi l'ora esatta, ma era pomeriggio.
Mi ha rivelato candidamente: "ho alzato gli occhi al cielo e ho visto questo disco di colore turchese che sfrecciava velocissimo con una coda di fuoco ed è sparito in un secondo."
E io ho incominciato l'interrogatorio.
Poteva essere un pallone sonda incendiato che bruciando il gas schizzava via come un missile. Oppure un esperimento militare con un nuovo veivolo sperimentale.
Al momento della rivelazione mi sono sentito un po' come Mulder di X-Files.
Ho chiesto educatamente a mia madre se aveva segnalato la cosa al ESA o alla NASA, ma mi ha risposto di no. Le ho chiesto se ci fossero testimoni e mi ha detto che c'era la vicina di casa di mio fratello, che mi pare sia sui 90, che le ha risposto "mi ü vist nagott" che tradotto significa che non aveva visto niente.
Quindi non posso dare questa notizia per certa in mancanza di testimoni, ma mi fido di mia madre.
Se anche voi avete visto un disco turchese con la coda infuocata, fatecelo sapere.

La particella di Dio


Due giorni fa al CERN di Ginevra è stata fatta una scoperta eccezionale: è stato finalmente individuato il Bosone di Higgs. L'eminente fisico l'aveva teorizzato nel lontano 1964 e finalmente, a 85 anni suonati, è riuscito a vederlo, tant'è che poi si è messo a piangere per la gioia.
Per trovarlo hanno dovuto fare capriole carpiate e tripli salti mortali, setacciando poi la materia sparata lungo le rive del lago, come ricercatori d'oro del Klondike, tanto cara a Paperon de Paperoni.
Io di certo non sono qualificato a spiegare cos'è 'sto bosone, non sono un fisico, ma, da quanto ho capito, questa scoperta da conferme al modello standard, cioè quello della gravità e della massa. Sì, perché il Bosone è una specie di collante universale che spiega perché l'universo è, più o meno, ordinato e non un ammasso informe di materia. Giusto?
Questo apre spiragli importanti nella ricerca e nella comprensione di quella stronza della massa oscura che compone il 96% del nostro universo e che nessuno ha ancora capito da cosa è composta e perché esiste. O, perlomeno, è stato teorizzato, ma siamo ancora all'oscuro (eh, eh, che ridere).
Il bosone è stato anche soprannominato "Particella di Dio", derivante dal titolo del libro di Leon Lederman "The God Particle: If the Universe Is the Answer, What Is the Question?", pubblicato nel 1993. Ma Higgs si è dissociato perché lo trova offensivo per i credenti... e lui è pure ateo.
In effetti ci si domanda dove sta Dio in tutto questo, ma i teologi troveranno risposte convincenti, fino a quando non troveranno altre particelle e qualcosa di inquietante nella materia oscura, tipo che è una specie di gelatina come quella del bulbo oculare.
Io rimango in attesa. Perché, nonostante non ne caspisca una fava, sono sempre affascinato da 'ste cose e spero di rimanere in vita piuttosto a lungo per vedere la risoluzione dell'enigma, e tante altre cose, come la scoperta del primo pianeta extrasolare simile alla Terra, il contatto con forme di vita extraterrestri e la 120a edizione di Amici.

Il sogno della grande onda


Mi è capitato per caso di ritorno da un viaggio in auto discretamente lungo di cambiare stazione radio e imbattermi in un programma della RAI che tratta di astrologia.
A parte che gli ospiti esperti di quella e quell'altra boiata definivano l'astrologica una scienza...
EH? ORRORE!!!
La definizione brutta è: Arte divinatoria basata sulla credenza che gli astri influiscano sul carattere degli uomini e sugli eventi storici.
Neutra: disciplina basata sull'osservazione del movimento degli astri e sull'idea di una corrispondenza tra cielo e terra.
Errata: scienza dell'interpretazione degli influssi e degli effetti degli astri sull'uomo.
Per il momento, e grazie a Dio aggiungerei, non è riconosciuta come Scienza.
A parte questo fastidioso preambolo che c'entra poco e un cazzo, in questa trasmissione un esimio astrologo parlava appunto del Sogno della grande onda.
Praticamente gente di tutta la Terra sogna in modo continuato una grande massa d'acqua che si infrange su città, colline, uomini, cani e gatti, spazzando via tutto. Oltrettutto queste persone sarebbero i prescelti per il  pericolo che c'arriva dal futuro. Addirittura alcuni sentirebbero una specie di messaggio registrato, tipo: questo non è un sogno, quello che vedi accaddrà veramente...
Cazzarola, tipo Il Signore del Male di Carpenter.
Questi prescelti sono i predestinati a conoscere la verità sul futuro, e sulla grande onda di Tsunami che si abbatterà su tutte le coste del globo terracqueo.
Va bene il sogno, ma il messaggio preregistrano no, dai.
E poi...
Vi rivelo una cosa. Io questo sogno lo faccio spesso. Oddio, spesso... ogni tanto, diciamo 4 o 5 volte all'anno. Non so se sono un prescelto, io il messaggio non lo sento, però c'è da dire che lo faccio da quando ero piccolo.
No, non ho rischiato di morire annegato da piccolo travolto da un onda, ma ho sempre avuto simpatia per i grossi cavalloni, tanto da tuffarmici dentro anche in tenera età, con grande terrore dei miei genitori. Inoltre mi piacciono i film catastrofici, soprattutto quelli dove una grande onda si abbatte sul mondo, tipo Deep Impact o 2012.
Il mio sogno però non è mai uguale, la trama cambia, a volte sento solo che l'onda sta arrivando e travolgerà tutto, a volte la vedo crescere all'orizzonte e non riesco a mettermi in salvo, nell'ultimo che ho fatto me la cavavo raggiungendo il tetto di un palazzo.
Quindi sono uno dei prescelti. Se e quando mi arriverà il messaggio, sarà mia premura farvelo sapere.

Insetti mutanti a Malpensa


Come tutti saprete, il sottoscritto lavoro nei pressi di Malpensa, non nell'aeroporto ma molto molto vicino. La pausa pranzo, in questo periodo estivo, si fa in luoghi ameni dove si può mangiare all'aperto, godendo dell'aria fresca che arriva dal Ticino. Uno di questi luoghi è un bar immerso in una pineta, con molto verde e, di conseguenza, con molti insetti.
Il problema è che tali bestie appartengono a specie mai viste prima. O meglio, assomigliano a qualcosa di già visto, ma con mutazioni strane. Mi è capitato di avere sul braccio un ragno, con sei zampe, a forma di biscotto e con strisce verdi e nere. Una mosca che sembrava un'ape, ma con le dimensioni di un calabrone: testa di mosca, ali da mosca, ma corpo con bande gialle e arancione. Poi una specie di incrocio tra una vespa e un catamarano, con corpo di un arancio fluorescente e occhi, giuro, sporgenti e totalmente verdi.
Ora, io mi chiedo, o non sono aggiornato io sugli ultimi sviluppi nella lista della spesa degli entomologi italiani oppure a Malpensa sta accadendo qualcosa di inquietante. Perché a casa mia quegli insetti qui non ci sono, o forse non li ho mai visti. Vero che la zona intorno all'aeroporto è molto più boscosa rispetto a dove abito, ma possibile che a una distanza di 30 km circa gli insetti cambino così radicalmente?
Oppure, cazzarola, è colpa degli scarichi degli aerei e/o del bombardamento elettromagnetico della zona, che ha mutato geneticamente tutti gli insetti nel raggio d'azione della torre di controllo. Se questo è il caso, c'è veramente da preoccuparsi, perché se degli orgamismi semplici come gli insetti mutano così in fretta e così radicalmente, cosa può succedere a lungo andare a organismi più complessi? In futuro guardando dalla finestra dell'ufficio vedrò una pecora verde che salta come un canguro? Oppure mi sveglierò un giorno con un pirahna al posto dell'organo riproduttivo?
E se...
E se mi facessi mordere da quel ragno? Cosa accadrebbe? C'è una buona probabilità che non succeda niente e poi c'è quella piccola percentuale che potrebbe trasformarmi in un uomo ragno verde con la panza.
Potrei trasferirmi a Milano e svolazzare tra i tetti della capitale padana e terrorizzare tutti, non solo i delinquenti. Poi me starei appollaiato vicino alla Madunina di notte, con la pioggia battente che mi scivola sul costume, sentinella dei lumbard e supereroe della Milano da bere.

Ti piace Harry Potter?


Ammetto di essere stato preda della febbre da Harry Potter, ho divorato i libri in poche settimane e non vedevo l'ora che uscisse il nuovo capitolo per vedere che combinavano questi garruli maghetti.
Questo nonostante un'innata antipatia per il protagonista con gli occhiali, la sua cicatrice a fulmine e per alcuni escamotage narrativi della Rowling, che, ripensandoci a mente fredda e vedendo anche i film, mi fanno ribaltare lo stomaco. Su tutta quella storia lì della sospensione dell'incredulità si può anche chiudere un occhio, in fondo è una saga per ragazzi, si parla di magia, però certe cose fanno un po' girare le bolas.
Un esempio? Tipo nel prigioniero di Azkaban Hermione e il suo ciondolo, che se ci pensi bene, ad essere più smaliziati puoi cambiare tutto, anche la vita stessa di Voldermort e che l'ambaradan non accada mai. Ci si può passare sopra, ma quella roba lì, ogni volta che ci penso o la vedo nel film mi fa sempre girare.
Da sempre ho sviluppato una simpatia per Piton, che, se ci fate caso - e guardate le foto che ho messo qui - assomiglia in maniera inquietante a Renato Zero. A tal punto che a volte, nel bel mezzo di un film, mi vien da pensare che da un momento all'altro intoni qualche canzone delle sue, o gridi non dimenticatemi, eh, sorcini miei.
Alcuni amici e parenti hanno portato la mia attenzione anche su altri difetti, tipici di queste saghe un po' sconclusionate. Cioè il fenomeno delle abilità portentose che poi, bada ben bada ben, sono in realtà di uso comune. Un esempio su tutti è l'Incanto Patronus con la formula 'expecto patronum: è un incantesimo che evoca un Patronus. Un Patronus è un'essenza con sembianze di animale che protegge da certe creature oscure.
Bene Harry, con estrema fatica lo evoca nel terzo libro (sempre il prigioniero di Azkaban), ma poi successivamente, già nel Calice di Fuoco, mi pare, tutti sono in grado di evocarlo, senza molta fatica, tra l'altro, e studenti di tutte le età e non solo quelli della classe di Potter. Questo succede anche con altri incantesimi e uno si domanda se sia un problema narrativo della autrice o se sono un po' rimba i lettori.
Come ho poi già ribadito, a me Harry mi sta vagamente antipatico, vuoi per via di quell'aria strafottente, vuoi perché in certe situazioni si comporta veramente da stupido ed è stucchevole in certi rapporti personali, troppo impettito e fermo sulle sue convinzioni. Invece mi stanno simpatici Ron, i gemelli Winsley, Hermione e tra i cattivi Draco Malfoy e Voldemort. Non sopporto invece Albus Silente, vecchio rompiballe che potrebbe risolvere tutto con un colpo di bacchetta e invece fa fare tutto ad Harry facendogli richiare anche la pelle, con la scusa che è per il suo bene.
Ok. Nonostante tutte queste critiche, continuo a essere affascinato da questa saga. Non dico che rileggerò i libri, ma, quando fanno i film, me li rivedo volentieri, non tanto i primi due, ma dal terzo in poi sì.

42 anni


Oggi compio 42 anni.
E sì, sono nato nel 1970 e quindi, se la matematica non è un opinione...
Non sembra, eh? Per mi conosce dal vivo e ha avuto un moto di ribrezzo di primo acchito, sa che non li dimostro. Alcuni mi danno 35, i più buoni, altri arrivano anche a 38, ma 42 no. Perché, nonostante ormai l'aspettativa di vita si sia allungata, dire che hai 42 anni ti da ormai della persona adulta, responsabile, con qualche capello bianco, serio, affidabile, ecc, ecc. e magari con qualche ruga di troppo.
Io, non avendo mai avuto motivi di stress, a parte gli ultimi anni di lavoro, di rughe non ne ho, o meglio, ne ho molto poche. Adesso però sono entrato in una fase importante della mia vita, ho un figlio di un anno e mezzo, un lavoro fisso, un mutuo da pagare e il mio sogno di campare scrivendo si è ridimensionato, non sparito, ma ha assunto altri contorni, soprattutto con la consapevolezza che nel mercato italiano c'è poco spazio.
Non so se questo fa di me una persona responsabile e matura, non ho mai smesso di sognare, giocare ai videogames, fare il buffone, sparare minchiate... Dai in fondo sono un creativo, e i creativi sono sempre un po' eccentrici.
Inevitabilmente però incominci a fare dei resoconti, a tirare le somme, perché i 40 sono un po' uno spartiacque, e, vi dirò la verità, ho avuto dei momenti di crisi, anche nera. Sì, perché in verità non sono quello che avrei voluto essere e non sono diventato quello sognavo. Ma, come dice il proverbio, chi è causa del suo mal pianga se stesso, e poi di rimando c'è, non piangere sul latte versato.
Lo ammetto, ne sono cosciente, avrei voluto studiare qualcosa di diverso, ma quando sei alle superiori, almeno io, pensi solo alla gnocca e al divertimento, e non rifletti molto sul tuo futuro. Non dico che avrei voluto fare studi più classici e/o umanistici, ma forse qualcosa di più tecnico, come la programmazione.
Nei miei sogni più arditi avrei voluto fare Lettere all'università, magari poi Giornalismo e adesso farei un lavoro che amo, che coinvolga la scrittura. Avrei dovuto credere di più in me stesso, confrontarmi prima con altri autori, fare prima determinate scelte.
Rimpianti. Sembro frustrato.
Invece non è così. Ho imparato che la vita ti riserva sempre delle sorprese, a partire dal diventare padre, che è stato per il più bel momento della mia vita. E poi chi può dirlo che facendo le scelte giuste sarei giunto comunque alla meta?
Come scrittore non sono mai arrivato al grande pubblico, forse mai ci arriverò, ma adesso incomincio a dirmi: e chi se ne frega? Alcune soddisfazioni me le sono tolte, soprattutto con La clessidra d'avorio e Inferno 17. Ho contribuito a creare l'Associazione Culturale XII che è apprezzata da una nicchia importante di lettori.
Insomma si sa che è nella natura umana essere insoddisfatti.
Bene, vi ho ammorbato con questo flusso di coscienza di cui magari avreste fatto volentieri a meno.
Se volete farmi un regalo di compleanno, l'acquisto di uno dei miei innumerevoli romanzi è sempre bene accetto :)

Star Wars vs Star Trek


Parlare di questa roba è come immergersi nudi in un ginepraio avvelenato. Perché la diatriba è infuocata da tempo immemore, divide schiere di fan ed è stato causa anche di separazioni non consensuali.
Diciamo che l'approccio delle due serie è nettamente diverso, SW la prende dal lato spirituale mentre l'approccio di ST è prettamente pratico e più scientifico.
Io, lo dichiaro qui (notaio prenda appunti), preferisco Guerre Stellari.
No, aspe', fatemi parlare... e non tirate ortaggi.
Io negli anni ho apprezzato le due serie, e di brutto. Sono consapevole dei pregi e dei difetti di ognuna, e i difetti per quanto riguarda SW e i tre prequel recenti, sono davvero tanti.
Eppure... eppure, cazzarola, continuo a preferire i Jedi con le loro cazzo di spade laser.
Ma perché?
Eh, bella domanda, Forse per il lato epico della storia, che richiama i fasti degli antichi cavalieri medievali, perché è più storia, tendenzialmente c'è più azione e c'è più mistero. ST, dai, a volte pare più imbalsamato, nonostante tratti la fantascienza con una certa grazia e risulti più serio rispetto a SW.
E, sì, lo so, in SW c'è quella puttanata dei Midiclorian, il primo che è il quarto dove c'è il bambino prodigio (il messia della Forza) e la gara degli Sgusci, e Jar-Jar Binks e pure i Gungan. Poi vogliamo parlare degli Ewoks? Meglio di no.
In ST 'ste cagate non ci pensano manco di stiscio a farle, anche se il motore a curvatura un po' di cagata mi puzza.
Dai, diciamolo, SW è più spettacolare, è stato concepito così, mentre ST, a parte qualche film azzeccato, risente un po' della staticità delle serie a episodi.
Amerò per sempre le uniformi aderenti, la panzetta di William Shatner e la mossa per immobilizzare di Spock, quella che non funziona nella vita reale, perché non sei Vulcaniano.
Eppure preferisco Star Wars.
Se volete picchiatemi.

1000° post!


Questo è il millesimo post di questo blog. Aperto nel 2006 perché faceva fico avere un blog dove scrivere qualcosa, ma più che altro a scopo promozionale.
All'inizio e fino alla fine del 2007 è stata una discarica dove postavo tutto quello che mi venica in mente, poi ho tentato di dargli un taglio più professional, con fortune alterne.
In realtà l'unico problema, in tutti questi anni, è stata la discontinuità di aggiornamento dei post, arrivando addirittura, nel 2009 e nel 2011, a mesi e mesi senza un post. Questo naturalmente ha dato delle botte verso il basso per quanto riguarda le visite giornaliere. Molti si fanno seghe mentali sulle statitische del proprio blog guardando il numero di contatti giornalieri e bramando di raggiungere vette mai esplorate da occhio umano.
Lo faccio anch'io, almeno una volta al giorno, questo da quando ho ricominciato ad aggiornarlo.
Da aprile di quest'anno infatti ho iniziato seriamente il mestiere del blogger, scrivendo diversi articoli e sparandone fuori uno al giorno. Ho notato che con questo metodo e parlando di argomenti mirati di cui ho la sapienza (o perlomeno credo di averla) le visite giornaliere sono aumentate, attestandosi intorno alle 250 al giorno.
La maggior parte dei contatti, comunque, arrivano da la ricerca di Google, ma questo non mi scoraggia, scrivendo molti articoli, magari riesco a catturare l'attenzione di una piccola percentuale di naviganti che magari ritornano, solo per il gusto di leggermi.
La svolta, la botta di culo, chiamatela come vi pare, è successa il 15 maggio 2012 con 548 visite e il picco il giorno dopo con 621.
Cos'è successo? Praticamente avevo scritto l'otto maggio un post su Diablo 3 e il 15 maggio il gioco è uscito. In quei giorni la rete, per via di problemi legati anche al login a Battle.net, è stata invasa da naviganti che come parola chiave della ricerca mettevano appunto il titolo del gioco.
È passato un mese da quando l'ho scritto e ancora oggi mi porta le visite giornaliere a 250-300 contatti al giorno. Una fortuna, indubbiamente. A un mese dalla sua creazione quel post ha raggiunto oltre 3600 visite e ha fatto schizzare le visite del mese di maggio a 6298 e prima il mio record era 2716 a giugno del 2010.
Non mi monto la testa, so che il 95% del traffico sono solo delle toccate e fuga, ma vedo che con la costanza di aggiornamento si rimane comunque a livelli alti, per un blog che prima staccava al massimo 50 visite giornaliere (contando pure le mie).
Ho gongolato con questa botta di culo? Un pochino sì, dai. Quel giorno stavo lì a refreshare le statistiche e non potevo crederci. Siamo umani, in fin della fiera.
Perché mi sono messo a fare il blogger in modo serio? Perché al momento mi diverte, molto, e perché mi sento bene nello scrivere 2 o 3 articoli al giorno. Lo scopo primario è comunque quello per cui questo blog è stato creato: fare promozione ai miei romanzi.
Concludendo: buon millesimo post!

Compro un'auto elettrica?


Io lavoro a 40 Km dal posto di lavoro e l'esborso per la benzina mi sta salassando mica da ridere. Io poi - perlomeno fino a qualche mese fa - ho sempre avuto il piedino un po' pesante e ho sempre affrontato il tratto casa-lavoro a velocità assurde. Inoltre possiedo una macchina abbastanza pompata di cavalli nonostante una cilindrata relativamente bassa e consuma, ad alti giri del motore, parecchio carburante. Quindi, praticamente da quando la benzina ha iniziato a salire in modo esorbitante, ho iniziato ad alzare un po' il piede e a impormi di non superare i 3000 giri.
Un bel cambiamento che ha portato il mio consumo di benzina a diminuire un poco e a guadagnare un centinaio di km a pieno e con dispiacere dei vari autovelox sparsi nella provincia.
In più io ho pure la riduzione di fascia A, ma, facendo un paio di conti, mi sono reso conto che mi conviene comunque andare in Svizzera a fare il pieno.
Nonostante tutte queste belle cose però spendo ancora troppo, considerando anche che la mia dolce metà fa anche più km di me.
Quindi la soluzione qual è?
Sicuramente cambiare auto e non prendere più un benzina, oppure cambiare lavoro e avvicinarmi a casa, ma questa seconda soluzione la vedo più complessa rispetto alla prima.
È già da un po che ci sto meditando, ma purtroppo mi sembra che il mercato italiano non sia ancora pronto per le auto elettriche, perlomeno quelle che abbiano un'autonomia di almeno 100 km e che non ci mettano troppo a ricaricarsi. Poi che da dire che i prezzi di listino rimangono ancora proibitivi. Quello che costa sono le batterie, quindi mi conviene attendere qualche anno e vedere come evolve la situazione e la tecnologia oppure investire in un'auto a GPL.
Sto ancora domandandomi che fine abbia fatto la famigerata auto a idrogeno,  tanto bistrattata dalle sorelle degli idrocarburi e, secondo leggenda, già pronta negli anni '70, come denunciato anche dal fantastico cinquestellino Grillo.
Mi pare di ricordare anche un motore ad aria compressa, poi c'è quello all'olio di colza e ci saranno nel mondo anche altre alternative.
Il mio sogno rimane il motore a fusione alimentato con la spazzatura, un po' come succedeva in Ritorno al futuro quando Doc aveva installato un Mr Fusion sulla Delorean. Però, se la memoria non mi inganna, il Mr Fusion serviva solo per la scarica da 1,21 gigawatt per alimentare i circuiti temporali e il flusso canalizzatore mentre il motore vero e proprio era alimentato ancora a benzina.
Sarebbe bello invece un Mr Fusion che alimentasse il motore vero e proprio. Sarebbe la soluzione finale e si prenderebbero due piccioni con una fava, anzi tre: smaltimento rifiuti, inquinamento dell'aria e crisi energetica.
Qualcuno lo inventi, per favore, e, se lo ha già fatto, cerchi di non farsi uccidere dalle sette sorelle.

Vacanza!


Come dice Irene Grandi in una sua famosa canzone: da domani vacanza.
Eh sì, cari miei. Domani si parte per mete più liete.
Ma non preoccupatevi, starò via solo una settimanella.
Quindi fate i bravi, non sporcate, non fate troppo casino e non postate commenti osceni.
Gli articoli comunque, ve ne accorgerete da domani, continueranno ad apparire come per magia. Potere della programmazione e perché mi sono portato avanti scrivendo un po' di più in questi giorni in previsione dello stop.
Ne approfitto per chiedervi di farmi diventare ricco comprando una decina di milioni di copie dei miei romanzi, per avere una bella sorpresa quando ritorno e cambiare la strofa della canzone in "vivo in vacanza da una vita". Oppure dovrò cantare come Carboni in Vieni a vivere con me: potremmo studiare il modo di viver senza lavorare...

Perchè ti piace l'horror?


Ehi, tu! Sì, proprio tu, vestito di nero, capelli lunghi, spolverino alla Matrix e matita sotto gli occhi. Perché ti piace l'horror?
E tu! Sì, tu! Distinto uomo d'affari, sempre in giacca e cravatta anche quando vai a letto, tutto impettito e serio.
Perché ti piace l'horror?
E tu, sì tu, che stai scrivendo questo pezzo e ti permetti di giudicare gli altri.
Perché ti piace l'horror?
Bella domanda. Credo, prima di tutto, che ci sia una predisposizione genetica. Oltre a questo per la scarica di adrenalina da emozioni forti, come lanciarsi con l'elastico o pisciare controvento.
In realtà dipende da quando si è iniziato a farsi di horror. Quand'ero piccino e ho visto per la prima volta L'Esorcista e me la sono fatta addosso (era il 1984) ho provato delle belle emozioni, e non potevo fare a meno e così in quegli anni mi sparai tutto quello che trovavo in giro, anche delle michiate assurde. Poi, crescendo si perde l'ingenuità, si diventa più smaliziati e allora ho iniziato a guardarli per curiosità e anche, ogni tanto, per farmi due risate.
Ci sono ancora alcuni film che un po' di stizza me la passano, a 42 anni suonati, di solito quelli che trattano appunto di possessioni, satanismo, ecc. E pensare che sono ateo, o mi professo tale (qui ci sarebbe da discutere molto e forse lo farò in futuro).
Certo, ho parlato solo di film, anche perché l'impatto visivo è comunque quello più diretto, raramente ho provato paura leggendo un libro. Quando ero più giovane, qualcuno di King e quando ho letto... L'esorcista :).
Ho preso anche qualche spavento giocando di notte a luci spente e con le cuffie a Doom, Fear, Thief e altri. Quando succede mentalmente mi complimento sempre con gli autori.
In realtà poi ho spaziato come lettore, giocatore, spettatore, tra diversi generi apprezzando di tutti le varie sfumature, anche se il primo amore non si scorda mai, nonostante crescendo sia stato deluso da diverse opere che gli amici mi consigliavano o che il mondo vendeva come capolavori.
L'horrror piace prevalentemente ai maschi? Uhm, diciamo che secondo me in percentuale gli uomini sono la maggioranza, sempre per lo stesso discorso che facevo per i videogiochi, per una certa naturale predisposizione caratteriale e genetica e per cultura, ma comunque ho conosciuto diverse rappresentanti del gentil sesso che non disdegano, anche quelli splatter.
C'è da prendere anche in considerazione il fascino del male, perché volente o nolente, il lato oscuro della forza attrae, altrimenti non ci sarebbero trasmissioni come Quarto Grado e compagnia bella, che scavano nel torbido e  sono, a mio avviso, morbose.
È chiaro che non bisogna preoccuparsi se si è attratti d queste cose, credo che sia normale, come è normale rallentare per vedere meglio un incidente stradale (mi fa sempre sorridere la scritta sui pannelli autostradali: coda per curiosi). È un lato del nostro esistere e va alimentato, non ci piove, sennò saremmo tutti buoni e belli e sai che palle. Alimentarlo comunque non vuol dire diventare serial killer, ma soddisfare un bisogno innato, probabilmente atavico.
Spero di aver risposto ad alcuni degli interrogativi, probabilmente ci sono motivazioni che non ho preso in considerazione, ma comunque sono sempre molto simpatico e intelligente.
Quindi, perché mi piace l'horror? Fatevi gli affari vostri :).

Movimento Anti Calcio Professionistico


Pensate io ne parlavo già nel 2007 e Monti se ne esce adesso con quella battuta.
Io credo che il calcio professionistico andrebbe ridimensionato. Uno stop di qualche anno non gli farebbe male, per tentare di curare tutti i mali che lo affliggono.
Ma non si può. È un'utopia.
Il calcio genera un indotto che mantiene milioni di italiani, fermarlo, in questo momento di crisi, sarebbe disdicevole, e manderebbe sul lastrico altre famiglie, e proprio non ci vuole.
Inoltre, essendo l'oppio del popolo italiano, scatenerebbe la rivolta civile. Alla maggior parte degli Italiani puoi chiedere di fare qualche sacrificio, pagando di più la benzina o altri generi di prima necessità, ma non togliergli le partite di tutta la settimana, altrimenti sono guai, si scatena il malcontento, e allora altro che crisi della Grecia.
Ok, facile parlare dello schifo. Ma le soluzioni quali sono?
Io non ne vedo molte, perlomeno nessuna che possa cambiare radicalmente le cose così come stanno. Ci sono troppi soldi in ballo e interessi, per cambiare un carrozzone che si trascina dietro, come è logico che accada, anche chi ci vuole marciare in modo illegale.
Il calcio scommesse esiste da tempi non sospetti, probabilmente anche da prima dello scandalo degli anni ottanta, quello che mandò in serie B il Milan. Quel sta accadendo oggi potrebbe diventare simile a quel Mani Pulite che si abbatté sulla Prima Repubblica negli anni novanta, ma, proprio come Tangentoli, far piazza pulita non cancellerà i cattivi, ma ne farà arrivare dei nuovi, forse più stronzi dei primi.
Quindi non c'è soluzione. Bisogna scavare nel torbido, epurare quel che si riesce e poi sperare che la cose migliorino.
Forse il Movimento Anti Calcio Professionistico se veramente creato potrebbe portare tra le sue fila molte persone, ma non sarebbero abbastanza per contrastare i milioni che non sarebbero a favore di uno stop.

Ebook: ok il prezzo è giusto?


È una diatriba che imperversa da diverso tempo in rete. Certi titoli hanno differenze di prezzo in formato ebook dal cartaceo che dire ridicole è poco.
È una scelta di alcuni editori, soprattutto su quegli autori che tirano, di far uscire la versione digitale a prezzi, a mio avviso, troppo alti.
È chiara la tattica di mercato: nel mucchio degli avventori ci sarà pur qualcuno che comprerà qualche copia a quel prezzo. Ma mi domando se sia una  tattica di mercato efficace a lungo termine. È pur vero che la fruibilità digitale è immediata, basta un click, ed ecco che il bel librozzo appare nella nostra libreria virtuale pronto ad essere vissuto, mentre per avere la copia cartecea, bisogna uscire di casa e andare in una libreria, oppure attendere i tempi di spedizione dei vari stores.
A lungo andare questa scelta sarà deleteria.
Tutti gli editori medio-piccoli si stanno adeguando abbassando i prezzi sia del cartaceo che dell'ebook. Non è sostenibile avere magari il libro a 20 euro e l'ebook a 15. Questo, oltre ad alimentare il download pirata, genera una certa incazzatura nell'utente finale, perché oltrettutto, la maggior parte di questi titoli sono bloccati da protezioni varie e quindi non si possono passare su altri supporti.
Giustamente, direte voi, ma, se ci pensate bene, non è del tutto corretto nei confronti dei consumatori, che hanno delle palesi limitazioni in caso di cambio di lettore, utente, per svariati motivi che non sto ad elencare, sarebbero costretti a ricomprare di nuovo la copia digitale.
Sì, la limitazione serve appunto per proteggere i diritti d'autore, per far sì che una volta scaricato qualcuno non faccia un bello share in rete con gioia di tutti gli utenti. In fin della fiera, questo già accade.
Quindi qual è la soluzione?
Considerando che non può arginare la pirateria, perché è come cercare di fermare uno stormo di Pterodattili con un retino per farfalle: l'unica soluzione è abbassare il prezzo. Al massimo 4 euro, 5 potrei anche tollerarlo per un titolone, in questo modo gli utenti digitali sarebbero invogliati all'acquisto e magari non allo scarico illegale. Non si annulerebbe il fenomeno, chiaro, c'è sempre chi non ce la fa a resistere alla tentazione di avere tutto a gratis, ma c'è da aggiungere che le copie pirata a volte fanno veramente schifo come qualità.
Poi, diciamocelo chiaramente, i costi di un ebook, se già presente il cartaceo, sono veramente bassi, cioè praticamente i diritti d'autore, la percentuale agli store e poco più. Tutto quello che c'era da scaricare come costi vivi sono stati ammortizzati dal libro e la copia digitale non soffre della solita trafila. Preso paro paro dal cartaceo, convertito, impaginato e validato, non deve passare attraverso distributori, librerie, agenti, cazzi e mazzi. Lo trovate online, quasi ovunque.
Un altro punto fondamentale è la scarsa considerazione che la grande editoria ha nei confronti di questo nuovo mercato, che giorno per giorno si sta consolidando, e nel giro di qualche anno, ne sono sicuro, supererà il giro d'affari del cartaceo.
Forse, alla fine, sarà proprio il mercato a decidere, si spera, e si avrà un livellamento dei prezzi verso il basso.

I videogiocatori sono maschi?


Lungi da me scrivere un post sessista, ma è così, i videogiocatori in percentuale sono in maggioranza maschi.
Nel mia lunga esperienza di gamer ho conosciuto poche donne interessate a questo tipo di intrattenimento.
Certo, c'è da fare dei distinguo. In primo luogo c'è da dire che le percentuali variano rispetto al genere, alla piattaforma e all'età. Chiaramente gl uomini sono quasi esclusivamente al 100% nei giochi FPS (sparatutto), i giochi di corsa, quelli violenti e quelli di guerra.
Le percentuali cambiano se si parla ad esempio della serie The Sims, o se si considerano le console come la Wii e quelle che hanno periferiche per ballare, ecc, ecc. Inoltre negli ultimi anni sono entrati in ballo anche i quelli giocati sui social network, in primis Facebook, dove spesso il gentil sesso si scimmia con giochi come Farmville.
I motivi per cui il videogioco è maschio sono già stati sviscerati in altri contesti e addirittura una ricerca della Stanford University pare sfatare quella brutta credenza per cui le donne non sono in grado di capirli, ma che semplicemente sono meno motivate e soddisfatte degli uomini nella fruibilità di questo tipo di passatempo, con tanto di tracciati cerebrali dove il maschio presenta una forte goduria quando si tratta di conquistare un territorio (pensa un po').
Io penso anche che oltre a questo entrino in ballo anche altre differenze di encefalo tra uomo e donna. In primo luogo, a parer mio, le donne sono meno inclini all'astrazione, sono più concrete, più realiste, più pratiche ed è difficile che riescano, appunto, a provare soddisfazione videogiocando, che per sua stessa natura, è intrattenimento di evasione.
In più si intromette anche un tipo di educazione sessista ormai radicata da millenni in cui il gentil sesso deve fare cose carine, spumose, rosa, coi fiocchetti, e non perdere tempo con michiate tecnologiche.
Forse in futuro, con le nuove generazioni, le cose cambieranno: siamo ormai  in pieno nell'era digitale e i bambini imparano prima a smanettare con tablet, portatili, smartphone che a parlare.

Charles Schulz e i Peanuts

Se dovessero chiedermi qual è il mio fumetto preferito, risponderei i Peanuts.
Lo so, con tutti il ben di Dio che esiste sulla terra, perché proprio la creatura di Charles Schulz? Perché quest'uomo era un genio. Ma la risposta non è esaustiva.
Non ho letto molti fumetti in vita mia, o perlomeno, non quanto le persone appassionate nella mia cerchia di conoscenze (fa molto google + vero?). Nell'infanzia e nell'adoloscenza ho vissuto uno status di parassita di mio fratello, leggendo quello che comprava lui, quindi si parla della maggior parte della produzione Marvel a partire da fine anni '70 fino alla metà degli anni '90, passando dai primi Bonelli, come Martin Mysteré, Dylan Dog e Nathan Never, senza disdegnare quelli della Disney. Poi il mio fratellone se ne andato di casa, a metà degli anni '90, io non ho più letto fumetti, a parte qualche disney acquistato per nostalgia. Preferivo dedicarmi ai libri, sia chiaro.
Charlie Brown invece l'ho scoperto solo in età adulta e ultimamente ho acquistato diverse strisce, grazie a uscite mensili di Mondadori e Fabbri editore. In realtà il mondo di Schulz non è comprensibile se non in età adulta, determinate battute e strisce non si possono comprendere a pieno se si è adolescenti.
La sottile ironia, l'intelligenza e la saggezza dell'autore traspirano da ogni sua striscia, le situazioni e gli argomenti trattati strappano sempre un sorriso, a volte una risata, fanno passare momenti piacevoli e ci si affeziona a Charlie Brown, a Linus, Patty, Snoopy, Lucy e a tutti gli altri. Per me leggere i Peanuts è una cura per l'anima e il cuore, mi trasmettono serenità e alimentano il fanciullino che è in me (e che ora ci sta largo).
Il mio personaggio preferito è indubbiamente Linus, poi Snoopy e Patty. Charlie Brown non mi sta antipatico, ma a volte Schulz ha esagerato nel renderlo sfigato e a è irritante.
L'impressione invece è che quello preferito dall'autore fosse Snoopy, nelle sue molteplici trasformazioni.

Ghostbusters 3

Quante volte ho dichiarato che Ghostbusters è uno dei miei film preferiti?
Al punto di arrivare a scrivere un romanzo di fantasmi e di gente che il cattura?
Troppe ormai.
L'imminente uscita del romanzo Il sangue degli angeli mi da lo spunto per parlare del terzo titolo della serie, oppure viceversa, parlo di Ghostbusters 3 per citare il mio romanzo.
In questi ultimi anni si sono susseguite dichiarazioni, a volte discordanti, sull'idea, la stesura e la realizzazione della sceneggiatura del film. In realtà, leggenda vuole che la sceneggatura di un terzo Ghostbusters fosse già pronta alcuni anni dopo l'uscita del secondo, ma, visto lo scarso successo di quest'ultimo, Dan Akroyd e compagnia avessero rinunciato, dedicandosi ad altri progetti.
Si è ricominciato a parlare di nuovo del film con l'uscita del videogioco, considerato dalla maggior parte degli addetti ai lavori il terzo virtuale episodio della serie, anche se, detto sinceramente, era veramente poca cosa e non ha avuto il riscontro di vendite che il distributore si aspettava.
Questo ha minato ulteriormente le convinzioni dei produttori del film, anche perché pare che la trama del videogioco fosse presa paro paro dal testo della sceneggiatura. Vero o no, poi anche Bill Murray ha iniziato a dire che non avrebbe partecipato al film e nemmeno dato il consenso a produrlo. Voci che sono rimbalzate per mesi, anni, con una smentita parziale dello stesso attore in cui dichiarava che non bisogna credere a tutto quello che scrivono i giornali.
Anche Sigourney Weaver aveva dichiarato ultimamente che il film si sarebbe fatto, prima che Murray smentisse quanto sparato dai media. Le ultime dicono che proprio il caro Bill sembra disposto a partecipare al film e a dare il suo consenso alla produzione.
Quindi, in fin della fiera, non si è capito niente, solo che il film potrebbe farsi e uscire in un'imprecisata data del futuro.
A quanto pare, proprio come nel videogioco, i tre famosi acchiappafantasmi farebbero solo un apparizione iniziale per formare nuovi giovani ghostbusters nell'arte della cattura, per poi eclissarsi e lasciare la scena alle nuove leve. È tutto da vedere.
La speranza è che se la sceneggiatura non venga ritenuta sufficiente idonea, il film non si faccia, ma si sa che per far cassa i produttori potrebbero comunque buttarlo fuori per sfruttare il marchio, che ancora adesso ha schiere di fan e appassionati, come il sottoscritto.
Sono pronto a essere smentito, e, se mai si farà, a vedere il ritorno sul grande schermo di un film che ho molto a cuore.

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