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10 buoni motivi per non leggere La prigionia del cielo

1 - Avete paura dei fantasmi
2 - Avete un amico che costruisce strani marchingegni
3 - Vivete in un paesino isolato dove non succede mai niente
4 - Vi sembra di scorgere strane presenze nei boschi
5 - Incontrare pittori al supermercato
6 - Vostro figlio è strano e scrive poesie horror
7 - Gli amici di vostro figlio sono strani pure loro
8 - Non amate i thriller dove non si capisce chi ha ucciso chi
9 - Avete costruito un universo pensante tutto regolato da lancio di dadi
10 - Il vostro vicino di scrivania sfarfalla e riappare ogni tanto

Romanzo scritto nel 1993 (pensate sono passati ben vent'anni), rieditato diverse volte, con versione definitiva del 2011 e pubblicato nel febbraio del 2012 con Symplicissimus.
Non mi piace catalogare i libri per genere, ma per comodità vi dico che è un thriller, ma anche horror, pure giallo, pure noir e anche un po' romance (no, non ci sono vampiri vegetariani che brillano alla luce del sole, mi spiace).
Se quanto scritto sopra non vi fa paura, allora acquistatelo, costa ben 1,49 euro.


Editore o Self-Publishing?


In questi mesi ho pubblicato nel circuito di Simplicissimus tre titoli della mia vasta produzione di opere letterarie :).
Questo mi ha fatto riflettere sul mio futuro di autore e della continua ricerca di un editore onesto con cui pubblicare i propri manoscritti, il tutto condito dall'estrema difficoltà di trovare, tra quelli che hai prescelto, qualcuno che ti voglia nella sua scuderia o che perlomeno abbia il tempo di leggere quello che gli hai inviato.
Per di più bisogna districarsi tra le varie modalità richieste da ogni editore, perché c'è chi non vuole l'email, chi solo il cartaceo, chi accetta l'email ma vuole solo le prime 20 pagine, curriculum letterario, sinossi e presentazione, chi vuole tutto il malloppo ma non ciclostilato, eccetera, eccetera. Io da tempo mi sono fatto un bel foglio excel con riepilogo per ogni editore e me la cavo così.
Pubblicare con un piccolo/medio editore di quelli onesti da soddisfazione, ma la fatica profusa per tutto l'iter a volte mi fa desistere da inviare pacchi cartacei ad alcuni che so già che non mi considereranno. L'editore mi darà forse più visibilità e avrò in mano il libro fisico, che  fa sempre una certa scena, ma...
Già, c'è un ma. A livello pratico, cioè in termini di diffusione e visibilità, forse il gioco non vale la candela ed è meglio pubblicarsi da soli tramite il self-publishing che ormai imperversa un po' dappertutto. Ad esempio, tramite Simplicissimus si entra in un circuito di decine di store online che hanno la facolta di decidere se vendere o meno il nostro prodotto. Ovvio, questo non da la sicurezza di vendita, bisogna far sapere al pubblico che questi ebook esistono e poi sperare che si inneschi un tam-tam che porti l'opera all'attenzione del web.
Chiaro che il fatto di pubblicare da sè le proprie opere non da alcuna sicurezza di avere tra le mani, per l'utente finale, un prodotto di qualità, ma credo che il mercato in questo senso si autoregoli da solo e chi ha scritto una fetecchia, o non ha curato l'editing e l'impaginazione dei propri testi, alla lunga venga escluso.
Quindi sto sinceramente valutando l'opzione di pubblicare solo ebook tramite questi circuiti di autoproduzione, come già fanno diversi scrittori e blogger italiani (mi viene in mente la scelta di Alex Girola con i suoi ottimi ebook), ovviamente editati in modo professionale e impaginati da chi lo sa fare.
Aggiungo infine che alcune opere che ho ancora nel cassetto, ma pronte per essere lanciate sul mercato, hanno una difficile collocazione in termini di genere, e quindi forse è meglio seguire la strada del self-publishing.
La mia pecca è la promozione, non sono capace di farmi pubblicità e diffondere il verbo, forse per umiltà, ma ritengo che sia solo pigrizia.
Vediamo come vanno i tre titoli pubblicati come ebook, anche se non sono opere prime.
Il tempo sarà il mio maestro.

La prigionia del cielo su Simplicissimus

Dal 28/02 La prigionia del cielo in formato epub e mobi è disponibile sul circuito di Simplicissimus a 0,99 euro.
Questo significa che troverete a breve il romanzo nei seguenti bookshop online:

9am.it, AppleStore, biblet.it, bol.it, bookrepublic.it, deastore.com, omniabuk.com, store.ebookgratis.it, ebookizzati.com, ebookvanilla.it, ilgiardinodeilibri.it, ibs.it, ebook.it, KindleStore, lafeltrinelli.it, libreriafantasy.it, librisalus.it, libreriauniversitaria.it, mediaworld.it, mrebook.it, pilade.it, edizionilpuntodincontro.it, libreriarizzoli.corriere.it, ultimabooks.it, speedybook.it, submarino.thecopia.com, thefirstclub.net, unilibro.it, webster.it

La prigionia del cielo - Le prime pagine

Prologo
Il vento ululava promesse di burrasca e la pioggia cadeva come se le cateratte del cielo avessero deciso di non chiudersi più. I pini e gli abeti si piegavano pericolosamente verso terra, come per inchinarsi all’indiscusso potere degli elementi. Il diluvio era fitto al punto che era quasi impossibile vedere a più di due o tre metri di distanza, e nemmeno i potenti lampioni della Statale 17 riuscivano a penetrare attraverso quelle sbarre d’acciaio liquido. Tuoni e fulmini cominciarono a rincorrersi sempre più dappresso e le saette, che illuminavano a giorno la piccola cittadina, erano seguite da un cupo fragore che faceva tremare le inferriate delle finestre.
Eppure, in mezzo a tutto quel finimondo, un’auto di piccola cilindrata arrancava lungo la statale. A bordo un giovane dall’aria stanca guidava con cautela, lo sguardo fisso sui piccoli torrenti che serpeggiavano sulla strada. Il tergicristallo danzava rumoroso sul parabrezza spazzando secchiate d’acqua.
La Ford svoltò in una strada secondaria, i piccoli fari rotondi ferirono la tenebra con lame di luce e disegnarono a malapena i contorni nebbiosi della via. Poi l’auto svoltò ancora a sinistra, immettendosi in una strada sterrata trasformata in un sentiero paludoso e informe. L’auto proseguì con decisione, sbandando solo impercettibilmente tra le pozzanghere melmose della via, e superò un grosso arco in legno. Da sopra l’arco pendeva un cartello in ferro mezzo rosicchiato dalla ruggine: “Tenuta Mariani”. 
L’auto raggiunse una maestosa villa coloniale a due piani circondata da querce frondose, che stormivano parlando col vento; dalla tettoia della villa cadevano cascate d’acqua nera che si fondevano con la terra ormai satura.
 Il giovane scese dall’auto e corse verso l’edificio ciabattando nelle pozzanghere scure. Si fermò sotto la tettoia: il volto tirato, lo sguardo nel vuoto. Nel cielo balenò un fulmine che illuminò per un istante il sontuoso giardino dei Mariani.
Un’istantanea del Signore, pensò il ragazzo, e pigiò il campanello che non emise alcun suono.
Un tuono rantolò il suo dolore. Bussò per tre volte. Passarono alcuni istanti e il ragazzo si cinse le spalle rabbrividendo: nonostante fosse solo settembre, il vento di Tramontana era tagliente come una spada. Finalmente qualcuno aprì: una giovane donna apparve sull’uscio di casa.
«Ah, sei qui! Bene!»
Lui non parlò ed entrò. La temperatura, in casa, era assai più mite e il ragazzo porse alla donna la giacca zuppa di pioggia.
«Gli altri sono già qui», gli disse.
Lui già lo sapeva: le loro auto erano parcheggiate nel vialetto d’ingresso. Tutta la villa era illuminata da candele, il che rendeva ancora più suggestivo ed eccitante quello che stavano per compiere. Conosceva bene la tenuta, c’era stato altre volte, così non gli fu difficile trovare la sala da tè. Gli altri lo attendevano seduti al tavolino, nel buio più completo, tranne per una piccola candela al centro del tavolo. La luce debole suggeriva i volti dell’uomo e dell’anziana donna seduti, dando alle loro fattezze contorni sinistri. Lo salutarono con un lieve cenno del capo. Il ragazzo sedette alla sinistra della vecchia e di fronte all’uomo. Furono raggiunti dalla giovane donna poco dopo. La fiammella fremette davanti ai loro occhi, mossa dagli spifferi segreti della casa, proiettando le loro enormi ombre sulle pareti. Fuori il vento gridava il suo terrore mentre il fulmine e il tuono continuavano il loro insoluto duello.
Allacciarono le mani e tra loro cadde il più assoluto silenzio. Dalle labbra socchiuse dei quattro scaturì una litania in latino, un’invocazione musicale, come una filastrocca medievale. Continuarono così per quasi mezz’ora, sempre a occhi chiusi, con la testa china, mani nelle mani e recitando quell’assurda tiritera.
Poi qualcosa accadde.
Il fulmine brillò per due volte, ma non seguì alcun rombo. Il tavolino cominciò a traballare, prima assai lentamente, con piccoli movimenti ritmici come mosso da una scossa tellurica distante, poi cominciò a sbattere con violenza contro il pavimento. La candela cadde di lato e rotolò sul bordo, ma rimase come per miracolo in equilibrio. Poi il tavolino cominciò a roteare vorticosamente su se stesso e s’alzò in aria a mezzo metro d'altezza. I quattro rimasero seduti: le mani sempre allacciate, in bocca sempre la litania rituale, come se nulla fosse accaduto.
Un tuono fragoroso scosse l’atmosfera e la grossa finestra dietro di loro si spalancò di colpo, facendo volare in alto le pesanti tende come vele spiegate dalla tempesta. Il tavolino smise di roteare e ricadde nell’esatto punto in cui era in precedenza. La candela, che era rimasta illesa fino a quel momento, precipitò sul pavimento, e si spense.
I quattro ora erano in piedi, avevano alzato le mani congiunte al cielo e stavano gridando la litania con il viso rivolto verso un punto preciso del soffitto. Un lampo illuminò la stanza e tutt’e quattro all’unisono aprirono gli occhi nel bagliore elettrico della folgore.
In alto, sopra di loro, vicino al lampadario di cristallo, levitava una donna vestita di bianco, le vesti le ondeggiavano attorno come serpi ammaestrate. L’apparizione li guardò a uno a uno con occhi di fuoco e poi rise. Una risata che sembrava giungere da un sepolcro scoperchiato.

Ebook de La Prigionia del Cielo a 0,99 €

Da oggi a solo 0,99 euro download della versione ePub de
La Prigionia del Cielo
Impaginato da Matteo Poropat.


0,99 €


Presentazione (a cura di Daniele Bonfanti):
Ed Carini è il capo della polizia di San Patrizio e si trova a indagare su una serie di omicidi brutali riconducibili ad una vendetta meditata e studiata in ogni particolare. Parallela all’indagine, la sua vicenda sentimentale: a quarant’anni è in piena crisi di mezza età, con un matrimonio che va in pezzi, un’amante che cerca spazio e la sua famiglia che gli sfugge di mano.
Alex Carini è il figlio tredicenne di Ed, sognatore e artista, fin troppo strano. Saranno i suoi sogni – spettri che attraversano la sua stanza fluttuando a diverse altezze, convergendo in un unico punto in mezzo al bosco – a condurlo in mezzo a una storia di fantasmi e a un orribile delitto sepolto. Mentre a scuola deve imparare a farsi rispettare dai bulli e conquistare la bella Mara.
Ma sono solo visioni e incubi, come crede sua madre, oppure c’è qualcosa di vero? Perché lo psicanalista da cui lo mandano in cura è così sconvolto dalle sue confidenze?
Tra sedute spiritiche, incubi e visioni, vicende scabrose, tradimenti e corruzioni, ognuno dietro la tranquillità di San Patrizio ha qualcosa da nascondere.
Troviamo nel romanzo di Cassia tutta la lezione del giallo-noir seriale all’italiana (da Montalbano a Coliandro): attento a personaggi tangibili, senza supereroismi e con cura di dettagli e quotidianità – dal cibo ai gesti più semplici.
Si inserisce in contorni di fiction romantica tra storie di tradimenti, squallori di ogni giorno e amori strascicati.
Tutto si mescola con l’orrore visionario del primo Stephen King e con un tocco di thriller all’americana, all’ombra di un antefatto drammatico e commovente (e purtroppo assai credibile) che emerge piano piano da dietro le quinte. Insabbiato, anche qui, in maniera molto “nostrana”.
L’impasto è corposo e originale, e caratterizza questa come altre opere di Cassia in maniera forte, riconoscibile e personale, che sa sempre prendere per mano il lettore e far sentire la voce dell’autore come quella di un vecchio amico.
Un’ironia malinconica e disincatata nel narrare persone più che personaggi, e vicende che incardinano i loro lati fantastici, adrenalinici e orrorifici in un impianto quanto più verosimile e ordinario. E, proprio per questo, più inquietante.
Forte il contrasto/parallelismo tra la storia di Ed e quella di Alex, che pur trovandosi a impattare con le eco tangibili della medesima vicenda, lo fanno in modo completamente differente, costruendo un gioco di specchi che però restituiscono immagini non corrispondenti. Ogni personaggio adulto ha qualcosa da nascondere, nessuno è un eroe e nessuno vince davvero. Ognuno, chi più chi meno, ha un lato meschino e vigliacco.
Dall’altro lato i ragazzi – in una pressoché totale incomunicabilità con il mondo degli adulti – e in particolare Alex, ancora innocente, che affronta la missione per puro altruismo e senso dell’avventura, capace di commuoversi quando scopre ciò che è davvero accaduto, e di superare grazie alle straordinarie vicende che vive le sue paure. E, superando la paura, si affermerà anche come adulto – nel senso buono del termine, diventando l’unico vero “eroe” di tutto il romanzo.

Tombe d'acciaio, L'anima errante e Essenza rimossi da Lulu

Oggi ho fatto un scelta che avrei dovuto già fare da diversi mesi, anzi, qualche anno.
Cioè togliere dal download gratuito su Lulu.com tre opere della mia vasta produzione.
Questo non perché io non le ritenga degne di lettura, ma semplicemente non soddisfano i parametri minimi di un editing decente.
Al contrario dei titoli ancora disponibili che hanno comunque un livello di revisione dal discreto all'ottimo e che ho tolto dallo status free perché mi sembra di denigrarli, soprattutto perché il mercato degli ebook si sta muovendo, e magari qualche euro riesco a tirarlo su.
Ecco il livello di editing delle opere su Lulu.com:

- La Prigionia del Cielo -> Ottimo (editing di Daniele Bonfanti & Simone Corà)
- Doll in Love -> Buono
- Itaca -> Discreto (Raccolta di poesie)
- Tombe d'acciaio -> Scarso
- L'Anima Errante -> Imbarazzante
- Essenza -> Disastroso

Quindi, come avrete di certo intuito, gli ultimi tre sono stati ritirati e riappariranno, probabilmente, in futuro, dopo approfondito editing.
Nel frattempo scaricate e/o comprate i primi tre. La raccolta di poesie se proprio ci tenete e siete curiosi di vedere cosa ho combinato.

La Prigionia del Cielo: le origini

Parlare de La Prigionia del Cielo mi emoziona sempre. Sì, perché è stato il mio primo vero romanzo, nel senso che è quello che ha visto per la prima volta la luce di una tipografia. Ma non solo, è anche la prima opera a essere leggibile, anzi, persino affascinante.
Ma partiamo dall'inizio. Dopo l'esperienza fallimentare di Pallida Luna, ero comunque ancora convinto di essere nato per scrivere, e di avere già tutti i requisiti dello scrittore coi controcazzi. Ero ancora nella fase embrionale, non mi ero confrontato con nessuno, solo con parenti e amici, che dispensano consigli, ma hanno quella naturale tendenza alla bonarietà, oppure non ne capiscono un cazzo. Mi incoraggiavano con frasi tipo: "bravo, bella lì, continua così, sei bravissimo". Pochi o nessuno però credevano che facessi sul serio, cioè, pensavano fosse un vezzo del momento, che con l'età sarebbe sparito, come un raffreddore o un porro in parti intime. Avevano in parte ragione, ma con il tempo mi sto prendendo le mie piccole rivincite. Ma, come diceva Ende nella Storia Infinita, questa è un'altra storia, ve la racconterò un'altra volta.
Quindi giù a scrivere. Sui quadernoni a quadretti. Con la Prigionia ne riempii uno e mezzo. Scritto fitto fitto, e alla stampa risultarono ben 362 pagine, che rimane ancora record imbattuto per il sottoscritto.
La storia è discretamente complessa e articolata. Un thriller con contaminazioni horror. Non so dirvi come sia nata l'idea, è spuntata dal nulla una notte. Volevo scrivere un thriller, ma che avesse qualcosa di inspiegabile, che sfociasse nel paranormale. Poi l'ispirazione, sul killer seriale e sul coinvolgimento dei protagonisti e dei comprimari. Storie che dovevano crescere per poi convergere nel finalone a sorpresa.
Non impiegai molto nella stesura. Sono sempre stato veloce. Tre mesi circa di scrittura intensiva. Da dicembre 1992 a marzo del '93. Non vi dico poi quanto è stato simpatico trascriverlo su word. Il vantaggio era che potevo correggerlo in tempo reale e arrivai fino a maggio. Per me era pronto per conquistare il mondo. Fremevo, ero seriamente convinto di poter stupire tutti e vendere qualche milione di copie.
Mi scontrai con la tragica realtà quando iniziarono ad arrivare le prime risposte e, soprattutto, le non risposte degli editori. Dopo vari tentativi, che durarono, pensate, fino al '96, lasciai perdere.
Era l'ennesima sconfitta, avevo scritto altro, ma da quell'anno le mie illusioni furono distrutte e smisi di scrivere e persino di leggere. Ero svuotato, sfiduciato. Riniziai nel 2001, ma questa è un'altra storia, ecc ecc.
La Prigionia del Cielo fu pubblicato nel 2003, con Montedit, editore a pagamento, ma ai tempi avevo una visione limitata del mondo dell'editoria e volevo vedere le mie opere in forma concreta di libro.
La versione del 2003 è stata di nuovo editata, corretta e rivista quest'anno, grazie alla collaborazione di Daniele Bonfanti, che l'ha revisionato ed ora è disponibile in download gratuito qui.
Questa versione è stata inviata a diversi editori, ma non ha ancora avuto fortuna. È un peccato, secondo me, anche perché ritengo la trama di questo romanzo una delle più riuscite, a detta anche di tutti quelli che hanno letto la maggior parte dei miei lavori. Con questa nuova versione ha guadagnato diversi punti: è diventata più snella, più leggibile e più coerente. Forse lo scoglio quasi insuperabile per diversi editori è il fatto che sia un'opera edita.
Continuerò a sostenerla, perché credo che meriti. Forse rimarrà in questa versione: un ebook scaricabile gratuitamente, o forse in futuro, quando pubblicherò quel romanzo da milioni di copie, verrà riesumato, un po' come succede a tutti quegli autori che riescono finalmente a pubblicare un romanzo di successo e le loro opere precedenti vengono riproposte in massa.
Lo spero per me :)
Se avete tempo e voglia di leggerlo, penso che non ve ne pentirete. In caso contrario, insultatemi, ma comunque non avrete sborsato un euro :)

La Prigionia del Cielo


Lei è nel bosco
Vestita di bianco
Trasparente

Ricorda la vita
Ricorda la morte
Prigioniera tra cielo e terra

Qualcuno la vede
Qualcuno la sente
Nelle testa e nel cuore

Qualcuno muore
Guaendo come un cane
Qualcuno uccide
Vendicando il sangue

Un dipinto che grida
Un sogno che scompare
Una poesia mai scritta

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