Daybreakers - L'ultimo vampiro

di Michael e PeterSpierig
Fantascienza/Horror
USA, Australia 2009
Sony Pictures

Nel 2019 un virus ha trasformato la maggior parte degli esseri umani in vampiri, i pochi esseri umani non contagiati vengono tenuti in vita come riserve di sangue. Ma la razza umana è destinata all'estinzione e la carenza di sangue inizia a scatenare feroci guerre tra diverse nazioni per il controllo del sangue...

Mi è capitato tra le mani e tra i canini questo ennesimo film sui vampiri, che vanno tanto di moda di questi tempi. La richiesta arrivava dalla mia dolce metà, quindi non potevo esimermi dal vederlo.
Sono sempre stato affascinato dalla figura del vampiro, dopo aver letto Dracula di Bram Stoker e tutto ciò che ha sfornato la letteratura e il cinema prima dell'avvento di Stephenie Meyer.
L'ho menata spesso con le aspettative che si ripongono al momento della visione, ma è lì che a volte sta il limite di giudizio (del tutto soggettivo, lo ammetto), la sottile linea che separa la delusione dalla sorpresa.
Mi è successo anche con questo film. Caricato di pregiudizi, preconcetti e filtri mentali sulla trattazione dell'archetipo vampiro contemporaneo, mi aspettavo qualcosa di già visto e trattato. Io preferisco di gran lunga i vampiri che ricalcano l'archetipo e non mi piacciono quelli che cercano di edulcorarli e renderli più umani, come quelli che bevono il sangue di animali o brillano alla luce del sole.
I vampiri di questa pellicola in realtà ricalcano molti dei tratti caratteristici: ovviamente bevono sangue, non riflettono negli specchi, si bruciano alla luce del sole, sono immortali, sono non-morti, sono freddi, ecc, ecc.
Quello che forse ha di originale è il punto di vista con cui viene affrontato l'argomento: in futuro non troppo lontano i succhiasangue diventano la razza dominante con gli umani ridotti al 5% della popolazione la scarsità di sangue si porta dietro problemi politico sociali non indifferenti. La multinazionale che gestisce il sangue e gli umani come mucche da mungere è alla ricerca da tempo di un surrogato del sangue per ovviare a questo problema (come in True Blood), ma la soluzione non sembra praticabile.
Irritante la figura del protagonista, il vampiro buono, che non beve sangue, perché trasformato con l'inganno, perché non ha rinnegato la sua umanità e che si prodiga ad aiutare gli umani a sconfiggere i suoi simili. E poi non so quanto abbia pagato il cartello dei tabacchi, ma oltre a essere snaturato dal contesto come vampiro, fuma anche come un vulcano islandese.
Anche i comprimari a volte sembrano un po' troppo sopra le righe, ma d'altronde pretendere personaggi credibili in un flim di fantascienza/horror forse è troppo di questi tempi (o no? boh).
Al di là dei difetti sopra citati, il carrozzone sta comunque in piedi, sia per via del contesto in cui è inserito, sia perché il tessuto narrativo è strutturato bene, godibile e caciarone al punto giusto. Non stonano nemmeno le secchiate di sangue versato in molte scene del film (d'altronde non stiamo parlando di educande) e le decine di esplosioni e pire vampiresche.
Che vi devo dire? Io l'ho trovato comunque piacevole, vuoi per le bassa aspettative già citate, vuoi perché comunque il suo sporco lavoro di intrattenimento lo fa.
L'ennesimo film sui vampiri che forse avrebbe meritato qualche incasso in più rispetto ad altri che spopolano in questo periodo, ma forse proprio per questo non ha attecchito.
Giudizio: 3 su 5

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